venerdì, aprile 15, 2016
lunedì, aprile 11, 2016
entry #8
Notte.
SFX1: *ZZZzzzzZZZ* con effetto doppler che si avvicina e allontana all'orecchio in notturna.
SFX2: *CIAF* manata sul collo
SFX3: *profanità*
È progressivamente più difficile trovare buddhisti della specie non-violenta andando verso zone ad alta densità di zanzare.
venerdì, aprile 08, 2016
Indolenza/Bob Durst
and I got hemorrhoids - Rodney Dangerfield
È perfetta, musicale, umana, poetica.
Muoio dal ridere nel grande collettivo dei cessi mai soddisfatti.
Hai presente la fatica che è limare i difetti? Dalle mie parti si veniva su a pane e aretè-fino-a-quando-fa-comodo, figurati: Odisseo? Puttaniere di rango, senso dell'orientamento inesistente, ma oh... re-nocchiero, treni puntualissimi, meno tasse per tutti: deve essere bravo! Cia', cia' Aiace, cia'!
Poi l'indole ci mette nulla a risalire in superficie. Più che un salmone che risale la corrente, l'indole è tipo un cadavere smembrato in un sacco nero buttato a mare.
"Porca paletta, ho scordato di mettere le pietre nel sacco nero col cadavere della mia natura e mo' torna su a pezzettoni - un braccio qui, l'alluce di là, una chiappa di indole andata dispersa".
Tanto casino per nulla e faccio pure la figura dello psicopatico sprovveduto, tipo Robert Durst.
Nella hit parade delle sensazioni più belle del mese ha fatto il suo ingresso l'essere contattato per sapere se non fossi morto. Diciamo che due necrologi col proprio nome in una vita sono un'esperienza che va fatta assolutamente, altro che la vacanza ad Acapulco, la visita a Dachau o la prima stagionale al Teatro alla Scala.
E mo' alzo il bavero dell'impermeabile e torno a spegnere mozziconi negli occhi dei bambini che fa tanto noir.
martedì, febbraio 23, 2016
Lukas/Klaus
Nella sua bottega di latta che anticipa di dieci passi lo spiazzo della chiesa, sta il paciocco edicolante: a lui chiedo se è rimasta una copia di Norme e tributi del mese corrente. Sono un po' sfiduciato dato che quattro giornalai in mezz'ora hanno risposto picche alla domanda; la richiesta venuta fuori dalla mia bocca, poi... non ci faccio l'abitudine all'età che avanza mentre resto imbecille uguale.
Ad ogni modo, il nostro controlla vicino a sé e stana una copia, scrutandola da dietro gli occhiali che ha appositamente ripescato col cordoncino attorno al collo.
"Dodici e novanta... Bella giornata, eh?"
Blatero qualcosa, perennemente impreparato a questa domanda, che tra l'altro cinque minuti prima mi aveva rivolto pure la fornarina in panificio. Conscio dell'eloquio mio, compenso con la faccia ebete e sorridente a sprazzi che mi ritrovo.
Lui non attende la risposta interlocutoria che non saprei dare e si accontenta del sorriso rotto; sorride pure lui e però afferro la sua battaglia con l'amarezza: di incapacità ne ho un sacco ma ho l'olfatto di un maiale da tartufo quando si tratta di 'ste cose.
"La cosa che mi piace di questo lavoro è che ogni tanto si vedono belle persone", dice col suo accento toscano. E continua: "Oramai lo riconosco subito chi... merita di vivere, via".
* * *
La narrazione doveva finire sopra per far credere al mondo che sono l'ideale della bellezza e della bontà, modello maschile della pubblicità dell'acqua Vitasnella - pulito dentro e bello fuori. Nella realtà è stato felice il momento di riconoscimento reciproco e m'ha lasciato un appagante senso di compagnia nella miseria, mentre tornavo agli auricolari.
Di più: c'era autocompiacimento in me dopo aver sentito dire mezza cosa bella sul sottoscritto, pure se con una perifrasi di un giornalaio sdentato che non mi conosce. Questo dà la misura della mia piccolezza. Io sono giudicato, sarò giudicato e giudico.
Con la fine del 2015 e l'inizio del 2016 intensifico gli ascolti della musica dell'odio: per ogni cosa che faccio o non faccio, lascio cadaveri dietro ed io stesso muoio un tozzo alla volta.
La cosa che preoccupa è che nonostante tutto cerco seriamente di essere la persona migliore che posso, dentro e fuori; eppure questa settimana ho pure intascato quattrini non miei che non ho restituito: eh, più o meno ho rubato. La persona migliore che posso fa proprio schifo. Ciao Brian dei Monty Python, ciao Paletta di Ciprì e Maresco.
Always look on the bright side of life.
domenica, gennaio 24, 2016
Scendeva saliva
domenica, gennaio 17, 2016
entry #6
Mai visto prima, e spontaneamente l'ho salutato, e lui contemporaneamente ha salutato a gran voce.
"...Io che saluto uno che non conosco?!? Un prete?!?
Aspetta un secondo..."
I frati, con la loro barbazza e il saio marrone, c'hanno 'st'aria un po' comunista-metalmeccanica, un po' hippy, un po' boscaiola.
Mi stanno simpatici, come se potessi andare a vedere un concerto dei Grateful Dead con loro, o mangiarci un piatto di fagioli insieme mentre ci si manda affanculo a vicenda ridendo.
La Chiesa ha segmentato il suo mercato alla grande. Geniale.
Come le elezioni, è tutta questione di immagine ed emozione.
domenica, gennaio 10, 2016
entry #5
domenica, novembre 29, 2015
After you've gone
L'erba cattiva non muore mai: gli anziani più sono arteriosclerotici e ritorti in sé e più campano.
I prossimi passi verso l'immortalità di conseguenza saranno stare davanti a un postamat fingendo di sbagliare operazione di continuo, ma anche emettere flatulenze in ascensore poco prima di scendere.
So far, so good."
- Stephen Wright
lunedì, ottobre 12, 2015
Schindler's lift
Chiamo l'ascensore di servizio.
Arriva al mio piano, si apre.
C'è una persona dentro.
Entro, seleziono un altro piano e l'ascensore si richiude.
...
...
Rompo il silenzio: "Lei è la dottoressa Pincopallino, vero?"
"Pincopallini", mi corregge.
...
L'ascensore si riapre, esco.
Ripenso alla scena.
Ho dimenticato di presentarmi.
Potevo riuscire più inquietante di così solo sibilando: "So dove abiti".
lunedì, settembre 28, 2015
Tachipirinha
Onore al merito però, perché "sono contro la pena di morte" è una di quelle frasi che va dette sempre, se non altro per pararsi il culo: metti che tra la compilazione di un F24 e la preparazione di un carciofo bollito, un giorno che sei un po' friccicariello il figlio dei tuoi vicini SUV-dotati come ogni pomeriggio stacca sampietrini dal cortile per lanciarli sulla tua bici; tu invece realizzi in quell'attimo che il tuo dobermann è stato addestrato ad assaporare le falangi una ad una prima di azzannare la faccia dell'obiettivo proprio per quel momento. Tutto si riduce a quel momento in cui il sole arride alla verve della tua psicopatia latente.
Benvenuto fuori del vaso.
Com'era il mantra? Sono contro la pena di morte, il cane è il migliore amico dell'uomo, i bambini sono il futuro del mondo.
In una storia Ratman stordiva i nemici proiettando le diapositive della vacanza in montagna; quel che mi chiedo ora è che scopo abbia propinare al mondo le foto della tua vacanza in Nepal. È l'evidenza probatoria che vuoi esibire del fatto che sei andato? che sai scattare una foto? che la scheda SD della tua macchina fotografica contiene un numero di foto più grande di quelle che pure un malato di sclerosi laterale amiotrofica potrebbe sopportare nonostante sia costretto all'immobilità?
La cartolina una volta era una dichiarazione di guerra, virile, manifesta, degna di un Aiace, con mittente e destinatario; adesso è tutto più casual ma "What I'm really saying is 'I'm better than you'" (Tom Papa, ti voglio bene e ti riciclo).
C'ho pochi capelli, che vuoi farci.
venerdì, settembre 04, 2015
Rabbi Wilkinson
Per un attimo mi sono sentito un dio, poi ho smesso anch'io.
lunedì, agosto 24, 2015
"WHOA! ARE YOU READY FOR NOTHING?"
Copiavo fumetti e disegnavo mostri su blocchi di carta di mio padre, inventavo "canzoni in inglese" senza conoscere una parola una d'inglese, facevo casino con un organo elettrico Bontempi; e poi imitazioni e recite... L'intero campionario della cialtroneria insomma.
Gli artisti che mi piacciono hanno tutti il loro stile: Jimmy Chamberlin, il batterista, lo riconoscerei pure mentre sbatte un coltello contro un bicchiere incitando al discorso ad un matrimonio, per dire.
Se un alpinista monta male dei chiodi e/o dei fermi, è probabile che dalla lontananza si sentirà il suono delle ossa rotte come fossero cereali da sgranocchiare. Ci siamo capiti, insomma.
L'artista suppongo sia responsabile solo di quello che mette al mondo, nel bene e nel male, come il fruitore è responsabile del tempo che spende. Quanti sono gli artisti in grado di abortire o di pazientare e limare la loro opera, consapevoli e "rispettosi" del pubblico? Quanto ci si può fidare del livello di soddisfazione di un artista? Boh. Interrogativi insoluti.
* * * * *
Parlottando, Cuginofigo confessa che la sua scelta è stata naturale pensando che quella dell'ink artist era una professione in cui riusciva a vedersi indifferentemente ventenne o sessantenne.
Lo guardo: no, non mi stava coglionando.
Saranno stati gli antidolorifici.
No, no, scherzo. Sereno.
giovedì, agosto 20, 2015
Marbellous
Pubblicità progresso.
Oggi pomeriggio ho letto Marbles di Ellen Forney: alla fine mi sono sentito in dovere di scrivere all'Autrice due righe per e-mail, in uno di quei momenti in cui benedico le comodità della vita in questo tempo.
Senza dilungarmi troppo ma per essere onesti, più che sentirmi in dovere di scrivere, ne sentivo davvero il bisogno: anche qui, grazie.
lunedì, agosto 10, 2015
Colui che annaffiava i fiori del male
Come Beatrice che se ne andava ad amoreggiare nei cessi dell'autogrill della A14 con un autotrasportatore presidente dell'Inter Club alla faccia di Dante, ho un grave caso di tackycardia, di amore per il pacchiano.
Mentre tento di venire a compromessi con me stesso per evitare una tragedia delle proporzioni di un tatuaggio sulle chiappe di mia mamma (e sia la tragedia che il tatuaggio sarebbero enormi), mi godo uno strano episodio di vita notturna come non succedeva da tempo: fuori diluvia e la semplice, desiderata, scrosciante baraonda è confortante nella canicola; doccia acqua tonica e percocche mi rallegrano il palato; un po' di cazzeggio domenicale con il tema di McGyver ed è ora di andare a nanna.
Buonanotte.
martedì, agosto 04, 2015
I faunamboli
Un'estate sorprendente come l'alito di una monaca di clausura.
Per piacere, no, basta più: c'ho il cuore deboluccio, il riflusso gastrico è in agguato con blitzkrieg di svomazzo ("Guarda là!" "Cosa..?! BLLEUNMAEGH"), e poi mi si scompiglia la carnagione con queste botte di vita, 'ste botte degne di un'orda di lanzichenecchi ubriachi.
Ma oh, instant poll, sei felice?
Dico a te: sei felice?
Dai, su, rispondimi qualcosa: un pensiero, un input, una citazione, un'imitazione di Calimero, perdinci! Devo cercare di capire che sto facendo e perché.
Se però mi capitasse ancora sotto gli occhi prosa o poesia paraerotica di delicati animi maschili il sarcasmo potrebbe avere la meglio su di me. Magari qualche tempo fa al posto del sarcasmo avrei potuto usare un randello sulle rotule, che è mooolto meno sfigato del sarcasmo, ma oggi DNA telecamere GPS ed impronte digitali hanno compromesso gli sfoghi semplici ed irragionevoli di un passato neanche così tanto lontano. Nostalgia nostalgia canaglia.
Su questo pianeta chi vive?
Esiste Groucho pakistano, esiste Red Hood, esiste l'anziana cinese che cammina verso quel che le sta dietro come i gamberi (e senza neanche guardare), esiste il Campione estivo che batte tutti, esistono i tecnofili, esistono quelli che salutano ed esiste il giovane Scarperosa che invece non saluta mai. Chi fra questi viva e come non è dato saperlo, Teodoro avrebbe scritto un romanzo coi fiocchi però.
lunedì, luglio 27, 2015
Spaghetti waster
I topi si arrampicano sulle palme, lucertole e gechi sui muri, e la naftalina non si trova più in palline.
Mothballs.
I topi squittiscono, i gechi litigano anche fra loro mentre sfidano la gravità, mia zia Rosa odora di naftalina pure nel pensiero.
Misuro il tempo in scarpe nuove e suole consumate.
* * *
Pubblico con un anno di ritardo, nella prima estate in cui non si torna sul suolo natio.
What I'm up to these days?
Non lo so. Faccio le barricate per il futuro, studio, ricerco cose che molte persone sbrigativamente giudicheranno volgari, studio ancora, sudo come una donna gravida, ripasso, ricorro gerarchicamente, studio, perdo la voglia di vivere, studio con una flebo di caffè, corro, fingo di studiare mentre le palpebre dannatamente pesanti, mangio come un bue, studio, imito il sassofono contralto di John Lurie in Bob the bob con un fervore di un fanatico religioso grazie alle uniche amanti che non mi tradiscono, studio, dimentico tutto, dormo con un ventilatore puntato addosso, studio, di tanto in tanto cerco di scrivere cose che (mi) facciano ridere, e ora - mentre ascolto uno dei miei due diletti gruppi-lucertoloidi (Lounge o Jesus, chi sarà mai?) e dopo aver tirato fuori del cassetto cose passate - ecco chi si avvicina in biblioteca (!):
Piccolissima, a sangue freddo, caro diario. Dell'estate 2015 ricorderemo anche questo, assieme al biscotto di mare e all'imposta al consumo che gli si applica.
mercoledì, luglio 08, 2015
God hates a coward
Il prezzo dell'essere vivo è che ho un nodo allo stomaco ed i nervi a pezzi per la paura di aver fatto il passo più lungo della gamba.
Faccio ciao ciao con la manina alla comfort zone: la vedo sempre più piccola, come quando l'aereo tiene il naso all'insù o il traghetto è salpato.
Ho la faccia da perfetto idiota e non so se gioca o meno a mio favore. =P
domenica, luglio 05, 2015
Come Steven Bradbury
In questo gran casino, in queste apnee di eremitaggio carico di doveri, il culo piuttosto tenace di Steven Bradbury pare offrirmi appiglio e novità.
Più cose buone infilate l'una appresso all'altra non mi capitano d'abitudine e così incrocio le dita.
Scrivo per avere memoria che anche questo è successo nella mia vita a bucket list e per ricordare che Roma Tiburtina e il suo pianoforte mi hanno sgangheratamente infatuato; per ricordare che mio fratello ha visto la mia mano tremare, gestito la mia ridanciana disillusione e pensato alla similitudine-Steven Bradbury; per ricordare che in questi giorni ovunque io fossi c'era pure quel caldo indecente che odio, e a lui faccio fronte con la potenza del gelato; per ricordare che rimango ad oggi privo di qualunque abilità sociale e che la cosa mi tormenta ma almeno non fingo; per ricordare che le mie vaccate le capisco solo io che ho tempi comici malandati ed un senso dello humour che non so se definire reazionario o stravagante; per ricordare che c'è gente a cui voglio bene e non capisco mai perché dovrebbe volermene a sua volta; per ricordare un weekend fatto di Splendido visto da qui e brevi elenchi nel modo di Natalino Sapegno, ma anche anche angurie disegni coi pastelli a cera spinosauri e dinosauri piumati come se fossero in piena fase glam.
Ed ora, prima della prossima apnea, le parole incrociate e concentriche.
Solo le bugie e le cose buone hanno la memoria corta.
mercoledì, luglio 01, 2015
Reality Check #1
E di prepotenza, nella top ten "Metodi per saltare la fila al bancomat", irrompe...
- "Sono agli arresti domiciliari e ho fretta".
- "Prego, prego, ci mancherebbe".
venerdì, giugno 26, 2015
Endovena chi viene a cena
Usavo monitorare con la coda dell'occhio un mio collega; lo vedevo avvicinarsi vivendo una separazione netta tra fisico e coscienza: (fuori) sorridevo mentre iniziava a parlare di grigliate domenicali e della perfetta temperatura in gradi celsius per un barbecue di carne a seconda della caramellatura desiderata per la bracioletta; (dentro) ogni passo del mio collega verso di me lo vivevo come un orangutan immobilizzato vivrebbe l'appropinquarsi allo scroto di un punteruolo rovente.
La scena dell'estrazione del cellulare dalla tasca della giacca per mostrare le foto delle grigliate, l'equivalente della criptonite: il tempo di capire cosa stesse succedendo ed era già troppo tardi - le ginocchia subivano una mazzata da dietro, ma l'obbligo morale era tenere gli occhi aperti e fingere interesse - un waterboarding di noia, annaspando per non andare in apnea da sonno.
Mi chiedo se facessi lo stesso effetto anch'io quando parlavo di musica.
Periodicamente anche oggi mi prende quella voglia di condivisione, il che è singolare visto che ho piuttosto a cuore la mia riservatezza. Il contrappasso sproporzionato è che adesso Youtube mi propone video di recensioni di un olio anticellulite dopo la rimozione di cookie ed opt-out vari.
Ho comprato una barca. Meglio: dopo un po' di ricerche, ho trovato e mi son comprato ...Una barca, e non mi esploso tra le mani dopo un attimo; neanche i Vakki Plakkula ne avevano più copie, a parte le loro personali, qualche anno fa.
La morale è che c'ho voglia di essere molesto.

