martedì, settembre 16, 2014

Al postero


La rotula sinistra decise infine di fare la fine di una tetta di Venusia, pronta a proiettarsi in aria ed esplodere.
Fitness un paio di mustacchi. La chiamavano tendinite.

Post-it per il me stesso postero postumo: sono passati ad oggi 22 giorni e sono fermo. Il tentativo di riprendere a correre la mattina di 6 giorni fa si è miserevolmente arrestato dopo 15 minuti, pur se camminando non percepivo dolori particolari. Dopo la corsa, sopravvivere alla giornata è stato un'ordalia, visto che stare seduti non migliora la situazione.

Caro me stesso, mi riprometto di aggiornare 'sto post nel momento in cui vedere una rampa di scale non mi creerà uno scompenso emotivo - al momento è un'atrocità in salita ma in discesa è pure peggio, tipo un concerto indie soul del tuo amico cantante sordomuto; meglio ancora, aggiornerò quando la funzionalità del ginocchio sarà da considerarsi ripresa più o meno. Sperém.




lunedì, settembre 08, 2014

Monday crosswords

Stamattina ho visto una giovinetta in metropolitana che sul braccio aveva tatuato la parola "disposition", e non so se è normale chiedersi il perché di quella specifica scelta al di fuori di un romanzo russo o di una comedy americana. La mia sega mentale, appositamente costruita in un battibaleno, voleva che nel caso di specie "disposition" fosse il titolo della canzone dei Tool, e senza ragione ma convintamente ci ho sperato: magari perché l'avrei fatto anch'io un tatuaggio così alla sua età. Fa figo, fa alternativone: sudore, urla primordiali, Doc Martens, tatuaggione della mia canzone preferita, Les Paul, distorsori a manetta,  capelli lunghi.

Poi ringrazio il cielo di non averlo mai fatto, quel tatuaggio: sarei un tizio stempiato e sudato, in maniche di camicia, con la parola "maionese" scritta sul braccio.
"Dice che stanno girando il seguito di Memento in un mcDonald's", ecco che penserebbero guardandomi.

http://www.youtube.com/watch?v=qjXfFZmkwcg

martedì, luglio 22, 2014

Soap


Le cose hanno fine e le cose hanno inizio: percepire e ricordare inizio e fine è cosa differente.
Carissima A., non pongo limiti alla Provvidenza.
Sono malato di quello che amo, sono un furioso, è così che funziono.
Verbalizziamo.

È arrivato prima il morbo o è arrivato prima il bisogno?
Probabilmente
concorrono / si tengono per mano / vanno in direzioni differenti; le mani sono mie e non le conosco.

Perdo ogni contatto.








sabato, maggio 31, 2014

Swamplifier

A volte arrivi alla versione maleodorante della laguna, a volte no; a volte la memoria distorce tutto e nell'overdrive vieni sbalzato indietro come un martimecflai alle prese coll'amplificatore abnorme all'inizio della Sacra Trilogia di Zemeckis.
"A volte", principalmente, che è il modo in cui sto tentando la scalata verso lo status di pandit della vaghezza e della scorreggia mentale.
E così se ci date N.C. noi s'annamo a diverti' lo collego al buon vecchio Indian red, e petali di fiori si confondono a perline e piume, e lo stesso capita con pan bagnato e gumbo.
Wild, wild creation.
Essere un buco nero è anche questo: divorare tutto, risputarlo chissà dove come o quando, ed essere nulla per tutto il tempo. In cui si continua ad essere nulla.

domenica, aprile 27, 2014

Guida galattica per cauti teppisti

"Non sono razzista ma" sono razzista. È vero che mi fate tutti schifo uguale ma alcuni di voi mi fanno più schifo degli altri.
Gli zingari, per dire, mi fanno mediamente molto schifo: poi, vabbè, c'è Stochelo Rosenberg, però lui è l'eccezione, un po' come la versione zigana dello zio truzzo che anima le feste con la marcia in più della chitarra e della bastardissima For Sephora.
Dicevo, non sono razzista ma ho firmato una petizione contro degli zingari che si sono accampati nella mia zona: vedere pisciare con disinvoltura per strada un trippone mezzo addormentato alle dieci di mattina crea un turbinio di emozioni che assumono in prevalenza le tinte della violenza fisica e dello schifo in salsa di sgomento.
Praticamente è orribile come lavorare a stretto contatto con altre persone, con la differenza che la parte in cui rimani (F4) basito si accorcia sempre più e la mente processa tutto come un continuo orrore, tipo la fine de Il corvo (il film): in altre parole, cosa succederebbe se Hannibal Lecter ed il signor Paviglianiti fossero chiusi forzosamente nella stessa stanza? Credo che Annibale avrebbe la peggio, almeno psicologicamente.
E comunque, perché ieri un altro "apolide moldavo" che ha prescoattivamente ha esatto una performance di Dragostea non mi stava particolarmente simpatico? Sarà il fatto che le costrizioni mi infastidiscono? O ancora il fatto che era decisamente troppo vicino indossando solo un paio di mutande (è questa la mia segreta speranza) e un impermeabile sopra? O forse i piedi scalzi con unghie ferine, ricurve e dai colori autunnali? La bottiglia di vetro di birra in mano? Il nasino all'insù, ma anche di lato, per via delle mazzate?
L'abito non fa il monaco, però checcazzo.
Provaci, provateci: trasformare la rabbia e lo schifo in delizioso e reazionario sfottò sarebbe comunque un passo avanti.

lunedì, aprile 21, 2014

Bignè, done that

Sono fortunato: ho conosciuto creativi, artigiani, artisti e genii.
Pasqua è passata ascoltando il nuovo disco di brava gente con cui ho condiviso la tavola, leggendo le tavole di un amico.
In un paio di mesi ho visto suonare dal vivo probabilmente gli ultimi musicisti ad avermi ispirato ed entusiasmato prima che la raffinata arte del rammendo giocasse un così importante ruolo nella mia vita.
Restano i morti (e loro vabbè) e quelli che hanno chiuso per "cessata attività": in quest'ultimo caso però c'è ancora spazio per piccoli miracoli/botte-di-culo, e si spera che uno di questi si verifichi nel giro di un mese.
Mi resta poco o nulla da ascoltare e vedere dal vivo, e sogni nel cassetto non credo di averne più: me li avete succhiati via tutti uno ad uno; non ci fosse il carcere vi disintegrerei le facce a pugni, bastardi che non siete altro.

Oggi, in controtendenza con me stesso riprendo in mano la mia Grace - credo che sia passato più di un anno dall'ultima volta che l'ho tirata fuori dalla custodia. Scimmiotto Charlie Christian e Benny Goodman.
Fuori ha smesso di piovere.
Questo post è adolescenziale pure più di quel che scrivo di solito, ma chi se ne fotte. Zerocalcare, me fai mori' ma "la doccia è un hobby borghese come il jazz" un cazzo.
Guardo alla Second Line, penso a Ciprì e Maresco: Palermo come New Orleans? Tutto può essere.

Studio studio studia, lavoro lavoro lavora, corro corro corri.
Oggi, fottetevi tutti: non sono un cazzo di nessuno io, figuratevi voi.

mercoledì, marzo 12, 2014

It would be very very beautiful

Un musicista mi ha confessato che John Lurie starebbe pensando ad un ritorno sul palco dei Lounge Lizards. Tutti.
Non so se per uno spettacolo, una celebrazione, una serie di eventi o cosa, ma sarebbe qualcosa con tutte le formazioni della band che si susseguono per ripercorrerne la storia.
E non so se sono il solo a sbavare, non so se sono il solo a saperlo, non so se poi si farà qualcosa davvero: dico solo "Lounge Lizards".
E sbavo.