Di sotto della tela grigia della calzatura, una pupilla vigile a ciò che superflu era (o del pari non era) avrebbe rapito il bianco: lo squarcetto della Rota, (in ragione dei suoi natali nebbiosi) quel colore esponeva a sua volta alla vista; non era però calzino bensì tomaia leggera, inappropriata alla stagione dei monsoni.
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Oliver Sachs ricorda nei suoi colloqui col lettore di come le menti apparecchiate per la musica creino melodie o addirittura compongono pure durante il sonno.
La mia fase ipnotica è ammaccata: una veglia rincoglionita interrotta da segmenti più torpidi e torbidi. Stanotte però ho fatto un sogno a contenuto sonoro: il campanello della porta.
E mi sono svegliato per andare ad aprire.
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